Zoom, potrai dire addio ai meeting: adesso sarai clonato

Ogni utente potrà essere clanato su Zoom, la nota app di videochiamate che è esplosa durante il periodo pandemico.

Una grossa notivà nel mondo dei meeting online, delle call e delle videochiamate. Già da un po’ di tempo si parla tanto dello sviluppo di avatar nel contesto del Metaverso. Il progetto di Mark Zuckerberg, tuttavia, sembra ancora in alto mare, forse perché troppo ambizioso e incapace di sfruttare il trend dominante dell’intelligenza artificiale. Più che all’AI, l’amministratore delegato di Facebook ha infatti pensato a sfruttare la realtà virtuale e aumentata, che non coinvolge troppo gli utenti contemporanei.

Clonazione digitale su Zoom
Ogni utente sarà clonato su Zoom – nuovocellulare.it

Intanto si torna a parla di veri e propri alter-ego digitali da utilizzare ogni giorno grazie a Zoom. L’app per videochiamate è infatti pronta a introdurre una nuova funzione attraverso cui ogni utente di Zoom potrà essere clonato e agire indipendentemente per poter partecipare a delle riunioni video.

Tutto sta nel programmare avatar basati sull’intelligenza artificiale in modo che possano fare le veci degli utenti in call e riunioni Zoom: alter-ego capaci di rispondere con pertinenza se interrogati e persino in grado di prendere decisioni. L’idea è suggestiva e sulla carta realizzabili.

Novità su Zoom: ogni utente sarà clonato

Di questa interessante prospettiva ha parlato di recente proprio il fondatore di Zoom, Eric Yuan, introducendo il concetto di “gemelli digitali”. Avatar che potrebbero partecipare alle riunioni al posto nostro e darsi da fare in tutti quegli impegni formali della vita online che spesso si trasformano in grosse seccature.

Clone digitale su Zoom: come funziona
Nuova tecnologia AI su Zoom – nuovocellulare.it

Per sfruttare al massimo la tecnologia si potrebbe quindi clanare un utente, istruirlo per gestire le chat (scritte, via telefono, via cam) e avere così un vero e proprio alter-ego da poter sfruttare in ogni momento su Zoom. Secondo Yuan nulla vieta di poter creare avatar digitali in grado di far meglio dello stesso utente in determinati contesti: l’utente poco spiritoso potrebbe chiedere al suo avatar di far battute, quello timido di essere più aggressivo come venditore o imbonitore.

Zoom già permette di utilizzare l’assistente Claude dell’azienda Antropic per gestire varie attività di elaborazione e generare testi precisi e di qualità ad alta velocità. Ma la app di videochiamate pensa che si possa fare tanto altro. E per questo già si parla di veri e propri gemelli digitali per riunioni.

In un’intervista al quotidiano The Verge, Yuan ha immaginato come Zoom possa cominciare presto a fare spietata concorrenza a Goole e Microsoft nel campo dei software aziendali: presto l’azienda potrebbe rilasciare una suite completa di app per la preparazione di documenti, la gestione di posta elettronica, chatbot e un’integrazione AI con cui creare dei cloni digitali di sé.

Possibilità, vantaggi e criticità del clone

Oggi passiamo tutti molto tempo a fare telefonate, partecipare a riunioni, inviare e-mail, cancellare lo spam e rispondere ad alcuni messaggi di testo“, ha detto il CEO di Zoom a Verge. “E mi sono chiesto come poter sfruttare l’intelligenza artificiale e Zoom Workplace per automatizzare completamente questo tipo di lavoro. Questo è qualcosa che è molto importante per noi“.

Avatar cloni su Zoom
Gemello digitale: più di un assistente AI – nuovocellulare.it

Così è nata l’idea del clone digitale, che può partecipare alle call online e rispondere al telefono. “E vorrei che facesse più di quello. Non dovrebbe essere solo per le riunioni ma anche per le mie e-mail. Odio davvero leggere le e-mail ogni mattina e, idealmente, la mia versione perfetta di AI dovrebbe leggere al posto mio tutte le mail… Ma non siamo arrivati a questo punto“.

L’idea è interessante. I cloni digitali potrebbero semplificare alcune attività lavorative, ma potrebbero anche creare tanti problemi. Ci sono già preoccupazioni sulla privacy: le informazioni personali e le conversazioni potrebbero essere vulnerabili se gestite da un’entità digitale. E poi c’è la questione dell’affidabilità. I cloni digitali potrebbero commettere errori o fraintendere le istruzioni, causando confusione o problemi nelle riunioni.

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